Giù le mani dalla bigenitorialità: il nostro grido di battaglia a Roma. Non ci faremo cancellare.

Redazione • 19 settembre 2026

Un monito a chi gioca con le vite dei nostri figli: la pazienza è finita. Ci vediamo a Roma per prenderci lo spazio che ci spetta e che provano a toglierci.

Essere padri non è un ruolo a tempo parziale!

È la vita dei nostri figli, è un legame primordiale che nessuno ha il diritto di spezzare. Eppure, ogni anno, giorno, ogni secondo il principio di bigenitorialità viene disatteso e svuotato di senso, minacciato da meccanismi burocratici e da un sistema che troppo spesso ci tratta come figure marginali o genitori di seconda categoria.

Questo vuole essere un grido di protesta. Ed è un monito chiaro e inequivocabile a chiunque – che siano istituzioni sorde, tribunali lenti o dinamiche conflittuali – pensi di poter ostacolare, manipolare o cancellare la nostra presenza nella vita dei nostri figli: noi non arretriamo di un millimetro.

Per trasformare questa determinazione in azione concreta, vi chiamiamo a raccolta. Il prossimo 22 settembre 2026 alle ore 15.00, ci ritroveremo fisicamente a Roma, presso la Sala Consiliare del Municipio XIII Roma Aurelio (Via Aurelia 470, Piano 5). L'incontro che abbiamo organizzato, intitolato "Il principio di bigenitorialità: criticità istituzionali e proposte di miglioramento", non è il solito convegno accademico distante dalla realtà. È uno spazio vivo dove faremo sentire il nostro peso.

Insieme al Progetto PaSep di terza Missione dell'Università La Sapienza di Roma, noi di Padri in Movimento abbiamo radunato allo stesso tavolo chi conosce bene queste battaglie. Senza perderci in incomprensibili tecnicismi legali, metteremo faccia a faccia avvocati, psicologi, studiosi e rappresentanti politici per denunciare le falle del sistema e pretendere soluzioni vere.

Il nostro Presidente, Jakub Stanislaw Golebiewski, farà rete con esperti in prima linea come Marino Maglietta, gli avvocati Casale e Ioppoli e molti altri professionisti del settore giuridico e psicologico per smantellare le ingiustizie che viviamo sulla nostra pelle. Le istituzioni dovranno ascoltarci, a partire dai saluti di apertura dell'Assessore Arianna Quarta, fino alle conclusioni della Consigliera Rachele Mussolini.

E a chi, come la testata online Fanpage, cerca di infangarci con accuse strumentali e inchieste a tesi per qualche click in più, diciamo chiaro e tondo che ha sbagliato bersaglio. Non accettiamo lezioni da chi distorce la realtà pur di alimentare lo scontro di genere e delegittimare il dolore autentico dei padri. Le vostre narrazioni tossiche e i titoli sensazionalistici non scalfiranno minimamente la nostra battaglia per la giustizia.

È il momento di fare muro, di dimostrare che siamo una comunità unita, vigile e che non è più disposta a farsi mettere da parte. Se state vivendo il dramma di una genitorialità negata o ostacolata, questo è il posto per voi.

Venite, partecipate, unitevi alla nostra voce.

Vi aspettiamo a Roma.

Difendiamo il diritto dei nostri figli ad avere un padre.

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