Gratuito patrocinio: perché serve una riforma

Redazione • 4 ottobre 2026

Basta una denuncia per avere un avvocato a spese di tutti. Per difendersi, invece, bisogna pagare.

Gratuito patrocinio: perché serve una riforma

Il patrocinio a spese dello Stato è una conquista importante, ma in alcuni casi crea uno squilibrio tra chi denuncia e chi è denunciato. Non chiediamo di toglierlo. Chiediamo di correggere un automatismo.

Che cos'è

Il gratuito patrocinio, o patrocinio a spese dello Stato, permette a chi ha redditi bassi di avere un avvocato pagato dallo Stato. Si fonda sull'art. 24 della Costituzione, che garantisce ai non abbienti i mezzi per agire e difendersi davanti a ogni giudice. Il limite di reddito è oggi di 13.659,64 euro annui. Vale per uomini e donne, imputati e persone offese.

Dove nasce il problema

L'art. 76, comma 4-ter, del d.P.R. 115/2002 prevede un'eccezione. Chi si dichiara persona offesa di certi reati, come maltrattamenti, atti persecutori e violenza sessuale, può essere ammesso al patrocinio senza alcun limite di reddito. La Cassazione ha stabilito che il giudice non deve verificare il reddito. La Corte costituzionale (sentenza n. 1/2021) ha respinto i dubbi di legittimità, ritenendo la norma giustificata dalla particolare vulnerabilità delle vittime e dall'esigenza di incoraggiare le denunce.

La tutela delle vittime è un obiettivo giusto e condiviso. Il problema è il modo in cui oggi funziona.

Le criticità

  • Un beneficio che parte dalla denuncia. L'ammissione avviene prima di qualsiasi accertamento. Si può essere "persona offesa" soltanto in via presunta;
  • Nessuna verifica del reddito. Lo Stato può finanziare anche chi ha mezzi più che sufficienti;
  • Un'asimmetria per chi è accusato. L'indagato o imputato sopra soglia paga avvocato e consulenti per anni, anche quando poi viene assolto;
  • Effetti sulle famiglie. I reati elencati sono per lo più denunciati da donne contro uomini. Nelle separazioni, un padre già gravato dal mantenimento può trovarsi a spendere somme enormi per difendersi, fino a rinunciare a farlo.

Rischio nel civile.

Una proposta di legge depositata nel 2025 vorrebbe estendere il patrocinio senza soglie anche alle cause di separazione, affidamento e mantenimento, dove il rischio di un uso strategico è più alto. In Lombardia esiste già un protocollo analogo, rifinanziato a settembre 2026. La norma non cita il sesso e vale anche per gli uomini vittime. L'effetto concreto, però, pesa soprattutto sui padri separati.

Le nostre proposte

  • Ripristinare il limite di reddito, oppure far valutare al giudice caso per caso.
  • Introdurre un filtro di non manifesta infondatezza anche in ambito penale.
  • Prevedere revoca e recupero delle somme se la denuncia risulta infondata.
  • Garantire il rimborso delle spese di difesa a chi viene assolto.
  • Non estendere il patrocinio senza soglie al giudizio civile.


Difendere le vittime e difendere gli accusati non sono obiettivi in conflitto.

Una giustizia credibile garantisce a tutti la possibilità di difendersi, e la parità delle armi vale prima di tutto per chi rischia di perdere libertà, patrimonio e rapporto con i propri figli.

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