Meno ideologia, più scienza: la verità sui padri separati

Redazione • 24 settembre 2026

Povertà indotta e prassi giudiziarie inique: la scienza conferma l'urgenza di una vera bigenitorialità.

A chi ostinatamente derubrica il dramma dei padri separati a semplici lamentele di ex rancorosi, l’Associazione "Padri in Movimento" (PiM) risponde invitando a guardare in faccia la realtà e ad ascoltare chi si batte in prima linea.

Lo scorso 22 settembre, presso la Sala Consiliare del Municipio XIII a Roma, l'Associazione ha portato alla luce quella che definisce una verità incontrovertibile, trasformando un evento formale in una ferma denuncia istituzionale. L'Associazione ha puntato il dito contro un "welfare controintuitivo" che schiaccia chi entra nel circuito delle separazioni. I dati oggettivi discussi durante l'incontro tracciano un quadro drammatico: su 4 milioni di padri separati, ben 800.000 sopravvivono in soglia di povertà, impossibilitati a sostenere contemporaneamente l'assegno perequativo e l'affitto per una nuova sistemazione abitativa. Secondo i legali che hanno partecipato all'incontro — tra cui l'Avv. Gianni Casale, l'Avv. Carlo Ioppoli e gli avvocati matrimonialisti Armando Corsini e Rosa di Caprio — i tribunali italiani tradiscono apertamente la Legge 54/2006.

L'accusa è netta: il sistema applica automatismi inaccettabili che collocano i figli quasi sempre lontani dai padri, assegnano sistematicamente la casa alle madri e riducono le figure paterne a patetici "genitori visitatori". Viene inoltre denunciato l'uso strumentale delle procedure d'urgenza e del Codice Rosso, impiegati secondo l'Associazione al solo scopo di condizionare l'affido.

Ma il crimine più grande si consuma sulla pelle dei bambini. Gli esperti clinici intervenuti al dibattito (tra cui la Prof.ssa Laura Volpini, la dott.ssa Silvia Mangiapelo e il Prof. Giovanni Battista Camerini) hanno avvalorato la tesi dell'Associazione secondo cui il rifiuto genitoriale rappresenta una "bomba a orologeria" per la salute mentale dei minori, i quali subiscono manipolazioni che portano alla perdita di ogni valutazione positiva del genitore alienato. Di fronte a questo, l'Associazione accusa il sistema di rispondere con perizie (CTU) inquinate da bias cognitivi che valutano i padri solo sotto il profilo economico, o con incontri protetti che finiscono per cronicizzare il rifiuto. Guidati dal Presidente Jakub Stanislaw Golebiewski e sostenuti dalla storica battaglia del Prof. Marino Maglietta (fondatore di Crescere Insieme), i membri di Padri in Movimento rifiutano categoricamente la logica della rigida "contabilità oraria". Esigono invece una presenza autentica e co-responsabile che neutralizzi la rendita economica del conflitto. Per segnare il proprio limite invalicabile, l'Associazione ha posto tre richieste programmatiche non negoziabili:


  • Riforma costituzionale dell'Articolo 30, per inserire a chiare lettere e tutelare il principio della bigenitorialità;
  • Decadenza genitoriale automatica per chi utilizza denunce calunniose con l'obiettivo di allontanare i figli dall'altro genitore;
  • Revisione dell'assegnazione coattiva della casa familiare, che oggi condanna di fatto molti padri all'espropriazione.


La posizione di Padri in Movimento è chiara: il problema istituzionale è reale, misurabile e devastante. È ora che lo Stato smetta di voltarsi dall'altra parte.

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